Presentata a Brescia l’edizione 2027 la decima edizione della Guida alle Birre d’Italia, il volume edito da Slow Food Editore che offre una mappatura dettagliata del territorio brassicolo nazionale. Ecco alcuni numeri: 780 pagine, a recensire 468 produttori di birra e 54 di sidro, per un totale di 2825 etichette. 51 i birrifici “chiocciolati”, 117 le eccellenze, 69 i birrifici segnalati per la particolare attenzione a filiera e materie prime e 804 le etichette imperdibili.

E’ l’edizione della maggiore età, perché la prima guida vide la luce diciotto anni fa, nel 2008. E questa uscita cade in un altro anniversario importante, il trentesimo dalla nascita del movimento brassicolo artigianale italico. La presentazione si è svolta venerdì 29 maggio 2026 presso l’auditorium della Camera di Commercio di Brescia, nel ricordo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, recentemente scomparso. Tra commozione e gratitudine, molti degli interventi hanno sottolineato intuizioni e lungimiranza di Carlin Pietrini, che fin dagli esordi del movimento artigianale italiano aveva compreso la portata di questa rivoluzione birraria.

L’occasione è stata anche il palcoscenico di lancio del manifesto della birra Slow, un documento che vuole affermare i principi cardine del movimento, sia dal punto di vista dei produttori che dei consumatori, coinvolgendo le diverse parti in un confronto per arrivare ad una nuova e più completa definizione dell’idea di birra. Dieci i punti del manifesto, consultabile nella sua interezza in calce all’articolo.

Il documento iniziale è un’ottima base di partenza che si articola in numerosi pilastri fondamentali che si possono riassumere in alcune parole chiave: si parte dai concetti di Qualità e Identità, dalla valorizzazione della Filiera e del Territorio, per promuovere Trasparenza e Informazione negli ingredienti e nelle modalità produttive, favorendo Inclusività ed un Linguaggio semplice, nel nome dell’Etica, del Rispetto e della Consapevolezza di consumo, senza perdere di vista il ruolo socializzante della bevanda birra.
Un manifesto che nasce da un’analisi accurata delle criticità del movimento, instradando il ragionamento in ottica più ampia e propositiva; secondo le parole di Luca Giaccone, curatore della Guida «E’ un documento con cui intendiamo aprire una riflessione assieme ai produttori e al movimento Slow Food. Dopo 30 anni di storia ci sembra arrivato il momento di sedersi attorno a un tavolo e discutere della birra del futuro, come dev’essere fatta, che gusto deve avere, come si deve raccontare, a chi si deve rivolgere. È un percorso che sappiano non essere semplice, ma che crediamo necessario e, in un certo senso, anche urgente».

Tra le novità dell’edizione 2027 della Guida anche un’interessante mappa interattiva a cui si accede attraverso un QR code posizionato in ultima pagina; perfetto per promuovere il turismo brassicolo di prossimità oppure a livello nazionale, per gite fuori porta oppure vacanze “a tutta birra”.
La guida, strumento utilissimo proprio in ottica di turismo brassicolo, ma non solo, è acquistabile in libreria, al prezzo di 22 €; di seguito, ecco i riconoscimenti speciali di questa edizione, annunciati durante la presentazione bresciana:
PREMI SPECIALI ALLE AZIENDE PRODUTTRICI
Premio Filiera Italiana: Birrificio Altavia di Quiliano (SV). Il premio riconosce l’impegno nel produrre birra utilizzando materie prime proprie e nel mantenere un legame profondo e rispettoso con il territorio
Premio Costanza: Birrificio Alder di Seregno (MB), per il perfezionamento costante su una gamma di birre ampia e al tempo stesso impeccabile
Premio Miglior Novità: Residual di Pietrauta (PG), distintosi per la qualità delle birre, la forte identità e un progetto agricolo solido nonostante la recente apertura
Premio Valorizzazione del territorio: Cantina Errante di Barberino Tavarnelle (FI), per l’utilizzo di cereali e frutta locali, la collaborazione con produttori di vino e l’impiego della fermentazione spontanea con microflora del luogo.
Premio Miglior Progetto Sidro: Apple Blood Cider and Perry di Terre d’Adige (TN), per l’impegno nella diffusione della cultura del sidro di qualità






PREMI AI LOCALI
Premio Migliore Offerta Culinaria: Nidaba di Montebelluna (TV), per una cucina che va oltre i classici piatti da pub, valorizzando le materie prime del territorio e declinandole in abbinamenti studiati con cura
Premio Miglior Publican: Assegnato a Michele Galati dell’Abbazia di Sherwood di Caprino Bergamasco (BG), per la passione, l’ampia selezione e l’attività di promozione culturale con i propri clienti
Premio Migliore selezione di birre in bottiglia: Galaxy Beer Shop di Rubiera (RE), per l’accurata selezione che per il fitto programma di incontri con i birrai
Premio Miglior selezione di birre alla spina: pub Glamour Hoppe di Catania, per la capacità di offrire una selezione curata con personalità e attenzione alle novità e al territorio
IL MANIFESTO DELLA BIRRA SLOW
- La birra artigianale è buona – sulla qualità non transige – ed è costante, pur considerando la variabilità e la stagionalità delle materie prime e la legittima evoluzione della ricetta.
- Parla un linguaggio semplice e comprensibile, rinunciando a termini troppo tecnici, è inclusiva, cerca di coinvolgere i nuovi bevitori, anche se non sono appassionati o estimatori.
- Ha identità e personalità ben definite, non insegue le mode del momento, semmai cerca di creare nuove tendenze e non smette mai di voler essere creativa.
- Cerca l’equilibrio gustativo, rinuncia a voler stupire al primo sorso e ricorda sempre di essere una bevanda democratica, popolare e socializzante.
- Predilige le materie prime di filiera tracciata e breve, si preoccupa dell’impatto ambientale delle proprie scelte produttive e distributive, sa valorizzare i prodotti del territorio.
- Informa il consumatore con indicazioni su conservazione e consumo: in frigo o in cantina? In quale bicchiere? In abbinamento a quale piatto? E conosce i propri limiti in termini di conservazione e freschezza.
- È esplicita e si racconta nei particolari: non nasconde la provenienza dei malti e dei luppoli, non mente e non omette dettagli produttivi. Se usa coadiuvanti come enzimi o chiarificanti, lo dice con chiarezza.
- Si concentra principalmente sul mercato di prossimità e non fa la guerra alle altre birre artigianali, ma anzi collabora per la crescita virtuosa di tutto il comparto.
- Evita riferimenti sessisti e irrispettosi verso le culture diverse; rispetta i lavoratori, i distributori, i locali e i clienti, e ha un prezzo giusto – né troppo alto né troppo basso.
- Conosce bene la tossicità dell’alcol e i suoi rischi per la salute, non suggerisce mai un consumo eccessivo, al contrario favorisce consapevolezza e moderazione.

