Food & Beer: pranzo di Natale alla piemontese! - My Personal Beer Corner

Food & Beer: pranzo di Natale alla piemontese!

Articolo a cura di Paolo Orlando – dicembre 2018

Se vi state preparando per il pranzo di Natale, abbandonate ogni idea di accompagnare le portate con i vini che i parenti vi portano per fare bella figura.

Se seguirete i seguenti accorgimenti li stupirete con ottimi piatti abbinati a delle buonissime birre di qualità.

  1. Vitello tonnato – Blanche

Ecco uno degli antipasti che in tutte le tavole piemontesi difficilmente manca. Rigorosamente fatto in casa con carne di vitello (girello) ed una salsa a base di tonno, tuorli d’uovo, acciughe, capperi, limone. Dati gli ingredienti si capisce che il carattere “carnoso” è predominante. La Blanche dal canto suo offre una delicata dolcezza che bilancia tutto questo “umami”che predomina nel piatto; la carbonazione, abbastanza presente, la leggera speziatura e l’acidità appena velata ripuliscono la bocca dalla parte cremosa e grassa del piatto.

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  1. Tomini elettrici – Gueuze

Si tratta di una preparazione molto facile ma la riuscita del piatto dipende soprattutto dalla qualità del tomino e dagli ingredienti della salsa, composta principalmente da pomodorini freschi e secchi, peperoncino piccante, origano e volendo capperi. In questa occasione preferirei utilizzare robioline di capra molto fresche che con la loro acidità attenuino la parte piccante e speziata del “bagnet ross”. Stesso compito che spetta alla birra, bilanciare il peperoncino, pulire il palato e lasciare spazio al prossimo boccone.

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  1. Lasagne al forno – Belgian Strong Ale  

Un primo piatto ricchissimo. A base di pasta, mi raccomando fatta in casa, condita con ragù di carne e salsiccia, un po’ di besciamella, qualche pezzetto di raschera fresca e, se proprio volete, una grattatina di tartufo quando impiattate. Tutto questo “ben di dio” ha bisogno di una birra di carattere. Ricca di malti tostati che con il leggero amaro bilanci la parte dolce del piatto, aromatica per accompagnare le note gustose del condimento,  corposa e abbastanza carbonata per ripulire il palato dalla ricchezza del piatto.

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  1. Agnolotti al sugo di arrosto – Doppelbock  

Se avete lasciato un piccolo posto, allora eccoci con un grande classico della cucina piemontese. Una pasta ripiena di carne di vitello, maiale e una verdura (di solito scarola), condita con il sugo d’arrosto, che in questo caso ricopre un ruolo di primo piano. Il gusto maltato e delicatamente fruttato, la dolcezza equilibrata della birra, creano un’armonia perfetta con questo piatto sostanzioso ma anche molto fine. Le stesse note accompagnano anche il piatto successivo.

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  1. Arrosto alla panna con spinaci e patate – Doppelbock

Non è Natale senza una fetta d’arrosto. Una carne tenera e succulenta, di solito una fesa di vitello, rivestita con delle fette di pancetta, prima rosolata, del vino (in questo caso può anche essere utilizzata la doppelbock) e cotta lentamente in un po’ di brodo; alla fine viene aggiunta la panna così da creare un sughetto bello cremoso. Accompagnato da spinaci saltati in padella con un po’ di pancetta e delle patate arrosto crea un binomio assoluto.

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  1. Cotechino e lenticchie – English IPA  

Ecco un altro piatto intramontabile: il ricco e grasso salume cotto che viene di solito accompagnato dalle lenticchie, che regalano note rustiche dolci e leggermente terrose. Le stesse note che ritroviamo nelle storiche India Pale Ale inglesi, piacevolmente luppolate, ma abbastanza amare da bilanciare le note grasse del cotechino, con la giusta carbonazione e struttura per detergere il palato.

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  1. Panettone con lo zabaione – Biere Brut

Si chiude in bellezza con un grande classico natalizio, il panettone. Io prediligo quello con uvetta e canditi con glassatura alla nocciola e con le mandorle. E se poi lo accompagniamo con la crema allo zabaione ecco che ci vuole qualcosa da bere che sia all’altezza. Una birra prodotta con “metodo classico”, abbastanza alcolica, ricca di sapori e profumi fruttati, secca al punto giusto e con una buona bollicina.

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  1. Crumble ai frutti rossi – Framboise Lambic alla frutta

Per terminare il pranzo natalizio di solito preferisco sempre qualcosa di fresco e leggermente acidulo. Ecco allora questo particolare dolce che racchiude una parte croccante e “briciolosa”, con note leggermente tostate, e una parte fruttata, in questo caso di frutti rossi di bosco che regalano una parte fresca e acida; è dolce ma non troppo. Come non accompagnarlo con una grande birra? Io ne consiglio una giovane, dal profilo marcatamente fruttato di lamponi ed impreziosito da note vivaci e frizzanti, leggere e aspre di frutti rossi con qualche lieve accenno “di cantina”. Molto dissetante e sgrassante.       

BUONE FESTE A TUTTI e CHEERS                                                                                                                                   

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Scelte per voi!

BLANCHE

 

Birra bianca arricchita con segale e frumento oltre ad un mix di fiori e spezie piemontesi. Articolata nei profumi  ma beverina, enormemente equilibrata tra le note dei malti e delle spezie, adatta alla complessità del “vitel tonnè”.

Monflowers – Birrificio Civale

 

 

GUEUZE

 La birra italiana che più si avvicina alle “birre acide” belghe. Per l’esattezza si rifà allo stile storico delle Farmhouse Ale, fermentata e maturata in tini di rovere. Spicca la sua nota acida e fresca con spunti di agrume. Degna compagna dei caprini elettrici.

Saison de l’Ouvrier – LoverBeer

 

 

BELGIAN STRONG ALE  

 

Profumi di caramello e tostato con note di frutta candita. Morbida, corposa ed armonica. Una bevuta che aiuta a mandare giù bocconi sostanziosi di lasagne.

Regina del mare – Birrificio del Forte

 

 

DOPPELBOCK  

 

Note eleganti di frutta,  leggermente tostate di caramello e biscotto. In bocca sensazioni di freschezza e grande equilibrio con giusta dose di alcool per tenere testa a piatti importanti ma semplici come paste ripiene ed arrosti.

Doppelbock – Birrificio Elvo

 

 

ENGLISH IPA

Ben bilanciata tra la parte maltata, leggermente ruvida, e la gentile luppolatura. In bocca è morbida e leggera,  l’amaro percettibile fa capolino sul finale. Cosa pretendere di più: un sorso di birra e un boccone di salame con le lenticchie, poi di nuovo un sorso e un boccone, non si finirebbe più.

Amitabh – Birrificio Ofelia

 

 

BIERE BRUT

Un lungo periodo di fermentazione, un riposo di 18 mesi sui lieviti, seguita dalla sboccatura. Il risultato è una birra di alta gradazione con una fine bollicina; ha un carattere vinoso ed una delicata voluta ossidazione. Compete benissimo con il panettone e la crema allo zabaione magari preparata con la stessa birra al posto del marsala.

Metodo Classico – Baladin

 

 

FRUIT LAMBIC

Non una vera fruit lambic in questo caso ma prodotta partendo da una birra base alla quale vengono aggiunte in fermentazione delle ciliegie “Bella di Garbagna” che al naso si sentono insieme ad altri frutti di bosco, mentre in bocca è rotonda, dolce, fruttata e con un leggero tannino. Elegante e complessa. Una fetta di crumble ed un sorso di birra per chiudere in bellezza.

Garbagnina – Birrificio Montegioco

 

 

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